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VERDEinMED, a Perugia la conferenza finale del progetto europeo sulla sostenibilità del tessile

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All’Auditorium di Confindustria Umbria il confronto tra partner internazionali, istituzioni e imprese

Perugia, 13 maggio 2026 - Un confronto internazionale per tracciare il futuro sostenibile del settore tessile: si conclude a Perugia il progetto europeo VERDEinMED con una conferenza, ospitata da Confindustria Umbria, che ha riunito partner, istituzioni, imprese e mondo della formazione per condividere risultati e prospettive del percorso.

VERDEinMED, finanziato dal programma Interreg Euro-Med, ha coinvolto 10 partner principali e numerosi enti associati di diversi Paesi – tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Bulgaria, Slovenia e Macedonia – con l’obiettivo di ridurre i rifiuti tessili e promuovere modelli produttivi e di consumo più sostenibili.

All’evento conclusivo hanno preso parte anche Luca Sburlati e Giorgio Zampetti, rispettivamente presidente di Confindustria Moda e direttore nazionale di Legambiente insieme ai rappresentanti dei partner provenienti dagli altri Paesi del Mediterraneo coinvolti nel progetto, a testimonianza del carattere fortemente internazionale dell’iniziativa.

Il progetto è nato per rispondere a una delle principali criticità ambientali del settore moda, legata all’impatto della fast fashion in termini di emissioni, consumo di risorse e produzione di scarti. In questo contesto, VERDEinMED ha lavorato lungo tutta la filiera, sviluppando strumenti innovativi, favorendo la cooperazione tra territori e promuovendo un cambiamento culturale che coinvolge imprese, istituzioni e cittadini.

Per quanto riguarda l’Italia, i partner del progetto sono stati Confindustria Umbria e Legambiente. Confindustria Umbria ha portato il punto di vista delle imprese, contribuendo all’analisi dei fabbisogni del settore attraverso attività di ascolto e raccolta dati lungo la catena del valore e attivando servizi di assistenza tecnica personalizzata per accompagnare le aziende in percorsi concreti di sostenibilità, dalla valutazione degli impatti alla definizione di roadmap operative di miglioramento.

Parallelamente, Legambiente ha coordinato azioni di sensibilizzazione e comunicazione a livello internazionale, promuovendo campagne rivolte ai cittadini e in particolare ai giovani, oltre a contribuire all’animazione dei Living Lab, laboratori partecipativi che hanno coinvolto stakeholder, cittadini e studenti, con l’obiettivo di avvicinare i consumatori alle aziende e co-progettare soluzioni innovative per una filiera tessile sostenibile.

Sul territorio regionale, il progetto ha coinvolto anche numerosi enti pubblici e istituzioni – tra cui Regione Umbria, Comune di Perugia, Arpa, Auri, Gesenu, Ater, Tsa e Sviluppumbria – oltre a scuole e centri di formazione, attraverso attività dedicate a eco-design, riuso, riciclo e nuovi modelli di consumo.

Un ruolo trainante è stato svolto dalla Sezione Abbigliamento di Confindustria Umbria, che ha accompagnato un gruppo di aziende associate in un percorso di crescita e consapevolezza sui temi della sostenibilità, attraverso attività di consulenza e assistenza tecnica finanziate attraverso il Progetto. Le aziende coinvolte nel percorso promosso sono state: Ab Creazioni srl, Cardinalini & c. spa, Confezioni gap srl, Ellemoda srl, Erregi srl, Ferrini srl, Novella confezioni srl, Paolamela srl, Sterne International spa, Ti style it srl.

“Il progetto VERDEinMED – sottolinea Leonardo Mazzocchio, presidente della Sezione Abbigliamento di Confindustria Umbria – ha permesso di lavorare in modo concreto con le imprese del territorio, accompagnandole in un percorso di maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità e della circolarità. È da qui che passa il futuro del comparto moda, chiamato a coniugare qualità, competitività e responsabilità ambientale”.

“Con VERDEinMED – dichiara Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria – abbiamo dimostrato che il coinvolgimento degli stakeholder e della cittadinanza è l'anello che serve per chiudere il cerchio della sostenibilità e solo attraverso il dialogo tra chi produce e chi acquista possiamo davvero cambiare il volto della filiera”. Un’indagine transnazionale condotta da Legambiente nell’ambito dei Living Lab ha infatti restituito una fotografia cruciale sulle percezioni dei cittadini. Sebbene il 42,4% degli intervistati mostri ancora un'attenzione limitata alla sostenibilità in fase di acquisto (spesso a causa delle dinamiche del fast fashion), i dati rilevano una forte spinta verso il cambiamento: il 34,6% dei consumatori denuncia la mancanza di trasparenza nelle etichette e richiede informazioni dettagliate sull'origine dei materiali e sulle condizioni etiche di produzione.

"L'indagine evidenzia un value-action gap: la differenza tra ciò che le persone dicono e ciò che fanno realmente al momento dell'acquisto", osserva Legambiente. “Per questo è fondamentale coinvolgere il consumatore finale come attore centrale della filiera”.

La conferenza ha consentito di fare il punto sui risultati raggiunti e di rafforzare il dialogo tra i diversi attori coinvolti nella transizione verso un’economia circolare nel settore tessile, confermando il ruolo della cooperazione internazionale e dei territori come leve decisive per accompagnare il cambiamento.

Dopo i saluti di Simone Cascioli (Direttore Generale Confindustria Umbria) e Leonardo Mazzocchio (Presidente Sezione Abbigliamento Confindustria Umbria), la discussione è entrata nel vivo delle strategie di transizione con l’Assessore Regionale Thomas De Luca, il Presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati e il Direttore Generale di Legambiente Giorgio Zampetti. Un focus centrale è stato dedicato all’educazione, asse portante della collaborazione umbra. Irene Costarelli (Arpa Umbria) ed Elisabetta Furin (Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia) hanno testimoniato il successo dei percorsi formativi che hanno coinvolto gli istituti moda Cassata-Gattapone di Gubbio e Cavour-Marconi-Pascal di Perugia, proiettandoli verso i green jobs. L’esperienza pratica del riutilizzo è stata portata all’attenzione della platea da Adriano Verneau (Cooperativa Insieme). In una tavola rotonda il confronto tra David Grohmann (Assessore all’Ambiente Comune Perugia), Marco Cardinalini (Confindustria Moda) e Andrea Minutolo (Direttore Scientifico Legambiente) ha ribadito la necessità di un’azione coordinata tra chi amministra, chi produce e chi consuma. La conferenza si è conclusa con la consegna, da parte di Francesca Rulli di Ympact – Process Factory Srl, dei certificati alle dieci aziende beneficiarie dell’assistenza tecnica attivata nell’ambito del progetto.

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AUTORE: Comunicati Stampa
DATA: 13 mag 2026
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