UE, Orsini: sospendere l’Ets per salvaguardare l’industria europea
Roma, 11 febbraio 2026 - In vista del ritiro informale dei leader europei sulla competitività del 12 febbraio, Confindustria chiede la sospensione temporanea dell’ETS per il settore manifatturiero, lo stop all’ETS2 prima della sua entrata in vigore e la sospensione dell’ETS marittimo.
La richiesta arriva alla vigilia della revisione del sistema prevista nel terzo trimestre dell’anno, in un contesto economico, tecnologico e geopolitico nel quale l’industria italiana registra un divario crescente tra gli obblighi previsti dal meccanismo europeo e le effettive condizioni per sostenere la decarbonizzazione, soprattutto nei settori hard-to-abate.
“In qualità di seconda potenza industriale ed esportatrice d’Europa, chiediamo all’Unione Europea di sospendere temporaneamente il Sistema di Scambio delle Emissioni (ETS) per il settore manifatturiero, la produzione termoelettrica a gas, il trasporto marittimo, gli edifici e la mobilità”, ha dichiarato il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
“In un contesto geopolitico profondamente cambiato, l’ETS, nella sua attuale configurazione, ha mostrato tutti i suoi limiti, trasformandosi da strumento di decarbonizzazione a veicolo di speculazione finanziaria. Per questo, anche rappresentando la seconda nazione industriale e esportatrice Europea, chiediamo che il sistema venga sospeso per essere ripensato profondamente. L’oggettività dei fatti è sotto gli occhi di tutti. L’ETS è un sistema squilibrato, che non genera i benefici di decarbonizzazione cui aspira, mentre di fatto grava sulla capacità competitiva dell’industria europea. Dal 1990, le emissioni globali sono aumentate del 70%, spinte principalmente dalla Cina, le cui emissioni cumulative superano ormai quelle dell’intera Unione Europea.
Tuttavia – prosegue Orsini - solo circa il 25% delle emissioni globali è coperto da sistemi di tipo ETS, e il sistema europeo rimane di gran lunga il più costoso. Settori strategici – come l’acciaio, la chimica e la ceramica, che in Italia sono già tra i più decarbonizzati a livello globale – rischiano di essere espulsi dai mercati internazionali senza un rapido intervento dell’UE. E non basta, andando avanti sarà peggio. La domanda di energia è destinata a crescere a ritmi sostenuti nei prossimi anni e questo determinerà uno stress nelle forniture e un aumento dei prezzi.
Pertanto, è urgente bloccare l’ETS per evitare di aggravare ancor più il peso del costo dell’energia su imprese e famiglie. E questo è anche responsabilità di un meccanismo distorsivo per la formazione del prezzo, che, in parole povere, fa pagare tanto non solo l’energia a gas ma anche (ed è micidiale) le fonti rinnovabili e dell’idroelettrico. Praticamente chi consuma energia buona o cattiva la paga nello stesso modo, non incentivando comportamenti virtuosi. La somma di tutti questi costi sta mettendo in ginocchio l’industria e la nostra sicurezza non solo economica.
Serve una strategia industriale credibile e complessiva. La riduzione delle emissioni di CO2 deve procedere di pari passo con le condizioni necessarie per competere a livello globale – soprattutto l’accesso a energia a prezzi accessibili e completamente decarbonizzata. Per questo – conclude il Presidente – occorre sospendere l’ETS e ripensare la politica energetica e di decarbonizzazione all’interno di un quadro olistico per la difesa e la promozione dell’industria europea”.