Infrastrutture. Confindustria Umbria: “Serve una visione più ampia per accompagnare sviluppo, competitività e coesione del territorio”
Perugia 26 aprile 2026 - Il ritorno del Nodo di Perugia al centro del confronto pubblico e istituzionale riporta in primo piano una questione che Confindustria Umbria considera da tempo strategica per il futuro della regione: quella delle infrastrutture e della qualità delle connessioni. Il dibattito riapertosi in questi giorni conferma infatti quanto l’Umbria continui a scontare ritardi che incidono in modo diretto sulla vita dei cittadini e sulla competitività delle imprese.
Per il sistema produttivo regionale la questione infrastrutturale non riguarda soltanto la realizzazione o il completamento di singole opere, ma chiama in causa una visione più ampia della connettività del territorio. Strade, ferrovie, aeroporto, logistica, reti digitali e qualità dei collegamenti fanno parte di un’unica sfida: rendere l’Umbria più accessibile, più moderna e più attrattiva per chi investe, produce, lavora e sceglie di viverci.
“L’Umbria – afferma il presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani – ha bisogno di un salto di qualità sul terreno delle infrastrutture. Oggi più che mai occorre una visione integrata, capace di tenere insieme infrastrutture materiali e immateriali, mobilità, logistica, servizi e innovazione”.
In questa prospettiva, secondo Confindustria Umbria, restano centrali alcuni dossier che da tempo attendono risposte concrete, a partire dalla viabilità nell’area perugina, dal ruolo strategico dell’aeroporto San Francesco e dal rafforzamento delle reti digitali, soprattutto nei territori che ancora scontano un deficit di connessione e accessibilità.
Tra le priorità che attendono risposte concrete c’è il Nodo di Perugia, che Confindustria Umbria ritiene necessario per decongestionare il traffico intorno al capoluogo e ridurre una pressione del traffico che, oltre a generare frequenti disagi, incide in modo evidente sulle condizioni di sicurezza della circolazione. Il fatto che il confronto sul progetto sia tornato in questi giorni al centro dell’attenzione istituzionale conferma quanto sia necessario arrivare finalmente a scelte chiare e tempi certi.
Anche il collegamento dell’Umbria alla rete ferroviaria veloce rappresenta un passaggio strategico. Confindustria Umbria ha sempre sostenuto la necessità di realizzare una stazione che consentisse alla regione di agganciarsi all’Alta Velocità, considerandola una infrastruttura fondamentale per superare l’isolamento del territorio e rafforzarne competitività e attrattività. In questo quadro, l’ipotesi della stazione Medio Etruria in località Creti continua ad apparire la soluzione più funzionale per servire in modo adeguato il bacino umbro.
Allo stesso modo, l’aeroporto San Francesco va considerato sempre di più come una infrastruttura di sistema, importante non solo per il turismo ma anche per il collegamento dell’Umbria con i principali circuiti economici e relazionali. La crescita dello scalo, il rafforzamento dei collegamenti e una sua sempre migliore integrazione con il territorio sono elementi che possono incidere in modo positivo sulla proiezione esterna della regione.
Ma la competitività dell’Umbria si gioca oggi anche sul terreno delle infrastrutture immateriali. Il digitale oggi non è un tema separato dalle infrastrutture, ma una componente sempre più essenziale del loro funzionamento: perché rende più efficienti la mobilità, la logistica, i servizi e la capacità stessa dei territori di restare connessi e competitivi.
Soprattutto in un contesto come quello umbro, segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla riduzione della forza lavoro disponibile e da una presenza particolarmente significativa di residenti nei piccoli comuni, la qualità della connettività digitale, la diffusione della banda ultra larga, la possibilità di collegare in modo efficiente aree urbane e aree interne diventa infatti un fattore decisivo per far incontrare imprese, lavoro e competenze, ma anche per la coesione sociale e per la possibilità di contrastare marginalità e spopolamento.
Per Confindustria Umbria, dunque, non si tratta di sommare richieste o rilanciare singoli dossier, ma di ricondurre il tema delle infrastrutture dentro una strategia di sviluppo più complessiva.
“L’Umbria – conclude Urbani – non può permettersi di restare ferma. Servono scelte chiare, una programmazione coerente e una visione capace di leggere insieme mobilità, logistica e trasformazione digitale. È anche da qui che passa una parte importante della competitività futura della nostra regione”.
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