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DL Agosto. Audizione di Confindustria davanti alla Commissione Bilancio in Senato

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Nota di Confindustria. Disponibile il testo dell'audizione

Il provvedimento si inserisce nel quadro degli interventi emergenziali adottati dal Governo per rispondere alle necessità di azione, in ambito economico-sociale, conseguenti alla crisi pandemica. Nonostante qualche segnale di maggiore attenzione alle esigenze del mondo produttivo, il provvedimento non offre una risposta adeguata alle esigenze congiunturali e a quelle di ripresa e di crescita.

Confindustria ha infatti evidenziato come positivi alcuni rifinanziamenti (Fondo di Garanzia PMI, IPCEI, incentivi automotive, contratti di sviluppo), come pure la proroga della moratoria di legge per i debiti bancari delle PMI. Allo stesso modo, è stata accolta la proposta di Confindustria di introdurre una procedura per la rivalutazione di beni d’impresa e partecipazioni più flessibile e meno onerosa rispetto al passato.

Mancano, di contro, interventi altrettanto prioritari per il sostegno agli investimenti e per garantire, in via strutturale, liquidità alle imprese. Tra questi, il riconoscimento della cedibilità del credito d’imposta 4.0 al sistema bancario sul modello dell’eco-bonus al 110%; la possibilità di modifica dei piani di ammortamento adottati dalle imprese, fino a sospendere l’imputazione in bilancio delle relative quote; le misure necessarie a garantire un più agevole recupero dell’IVA sui crediti non riscossi.

Sul capitolo lavoro, asse portante del provvedimento, Confindustria ha evidenziato come prioritaria la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, sollecitata già da metà luglio, per mettere ordine nei continui processi di aggiustamento della materia che hanno fatto venir meno la coerenza e l’equità del sistema e hanno creato disomogeneità nei criteri di finanziamento degli strumenti di sostegno al reddito, determinando dispersione di risorse e complessità amministrative per l’accesso ai benefici.

La riforma degli ammortizzatori che Confindustria immagina punta, in via prioritaria, sulle politiche attive, per consentire di ricollocare le persone disoccupate e rendere più fluido e meno rigido il mercato del lavoro.

Infine, è stato evidenziato come siano necessarie innovazioni profonde sul tema del costo del lavoro. La riduzione del 30% dei contributi dovuti dalle imprese del Mezzogiorno dovrebbe rappresentare l’avvio di un complessivo ripensamento del sistema contributivo.

In allegato il testo completo e lo speech dell’audizione.

ALLEGATI
AUTORE: Organizzazione
DATA: 03 set 2020
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